Programma per le elezioni amministrative 2021

 

Il programma di MILANO UNITA è caratterizzato da proposte forti e mirate sui bisogni di tutti i cittadini, senza escludere nessuno:

#SALUTE
UNA CASA DELLA SALUTE IN OGNI QUARTIERE

#LAVORO
LA CARTA DEL LAVORO BUONO

#CASA
ZERO PERSONE SENZA CASA, ZERO CASE SENZA PERSONE

#EDUCAZIONE
UNA MILANO CHE FA SCUOLA

#AMBIENTE
CITTÀ PIÙ VERDE E PIÙ ACCESSIBILE

Qui puoi scaricare il Programma in PDF

Nel suo manifesto fondativo MILANO UNITA ha dichiarato di volere una città che, nel solco delle tradizioni democratiche, antifasciste inclusive che hanno sempre caratterizzato Milano, si impegni a realizzare meccanismi di redistribuzione della ricchezza e di lotta alle povertà, per essere sempre più giusta, sostenibile ed ecologica.

Molte decine di persone si sono impegnate nell’elaborazione di proposte che garantiscano il profondo processo di trasformazione in cui vogliamo coinvolgere la futura Amministrazione del Comune e della Città Metropolitana. Dai tavoli programmatici, dopo un confronto aperto e animato, sono emerse le proposte che trovate di seguito.

Sono proposte concrete, per una Milano in cui torni centrale la sanità pubblica, in cui l’istruzione sia garantita e la scuola pubblica sia intesa come avamposto per il superamento delle disuguaglianze, in cui le diversità siano considerate fonte di ricchezza e sviluppo, dove il lavoro sia “giusto” perché tutti i lavoratori vedano riconosciuti e tutelati i propri diritti e un’equa retribuzione, in cui la casa non sia negata e la città a 15 minuti non sia uno slogan vuoto, ma un laboratorio di trasformazione e socialità non esclusivo, in cui le società municipalizzate e partecipate non siano tanto strumento di profitto, ma piuttosto strumenti di aiuto alla trasformazione sostenibile della città e, soprattutto, una Milano in cui la questione ambientale non sia un tema a sé, ma sia il paradigma da tener sempre presente nell’affrontare la trasformazione della città.

LA SALUTE

 UNA CASA DELLA SALUTE IN OGNI QUARTIERE

Sollecitiamo un piano per la realizzazione di Case della Salute, strutture pubbliche integrate in cui i medici di medicina generale operino in gruppi di lavoro multidisciplinari sia per l’erogazione delle cure primarie, sia per la promozione della salute e l’educazione sanitaria, con obiettivo la piena realizzazione della qualità della vita.

 ISTITUIRE LA CONSULTA POPOLARE DELLA SALUTE

Vogliamo creare un organismo permanente che garantisca la partecipazione dei cittadini al dibattito e alle scelte decisionali su temi rilevanti per la salute.

 PARTECIPAZIONE ATTIVA AL PIANO SANITARIO LOCALE

Bisogna stipulare un accordo di programma con la Regione, che preveda una partecipazione attiva e vincolante del Comune alla stesura e realizzazione del

Piano Integrato Locale per la promozione della salute. L’accordo dovrà prevedere di:

1. integrare i servizi sociali, sanitari ed educativi;

2. facilitare l’accesso dei cittadini ai servizi;

3. riorganizzare il lavoro degli operatori sociali;

4. garantire la sanità, la sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro, ambienti di vita, scuola ecc.

 LAVORO BUONO

Anche nel comparto sanitario il Comune, per quanto di sua competenza, deve promuovere il lavoro buono e la stabilizzazione dei rapporti contrattuali.

Per tutto questo, riteniamo necessario istituire l’Assessorato alla Salute nel Comune di Milano.

LA CASA

 PROROGA DEL BLOCCO DEGLI SFRATTI

Il Governo e l’Amministrazione devono sospendere l’esecuzione degli sfratti per morosità incolpevole e indirizzare politiche abitative che garantiscano il diritto umano fondamentale alla casa per tutti.

 RILANCIARE IL MERCATO DELL’AFFITTO

Va rilanciato il canone concordato, con maggiori agevolazioni fiscali per locatori e rilanciando il tavolo con associazioni sindacali e della piccola proprietà. Parimenti va limitata la diffusione degli affitti brevi e degli Airbnb nei quartieri a maggior domanda di affitto, per evitarne la trasformazione in quartieri “usa e getta”.

 CONTENERE IL CANONE DI LOCAZIONE

Il canone non deve superare 25% del reddito. Questo obiettivo può essere perseguito regolando il mercato immobiliare prima che si trasformi in una bolla esplosiva. L’housing sociale, che può essere strumento fondamentale per promuovere il necessario mix sociale e garantire l’accompagnamento di nuclei e singoli più fragili, non deve trasformarsi in alibi per nuove speculazioni immobiliari.

 CURA E RILANCIO DELL’EDILIZIA PUBBLICA

Occorre aumentare l’offerta comunale di edilizia residenziale pubblica, destinare almeno l’1,5% del bilancio regionale all’edilizia residenziale pubblica, accelerare l’assegnazione di alloggi sfitti e incrementare i fondi destinati al sostegno all’affitto per i ceti meno abbienti. Per le politiche abitative e per riqualificare il patrimonio immobiliare pubblico ci si può avvalere dei fondi provenienti dalla Cassa Depositi e Prestiti (circa 800 milioni di euro dai fondi ex Gescal trattenuti ai lavoratori dipendenti), di superbonus, ecobonus, bonus facciate e accedendo a risorse provenienti dall’Europa, migliorando le condizioni di vita degli inquilini e riducendo le spese di gestione ordinaria.

 RIGENERAZIONE URBANA

Sull’esempio di buone pratiche europee, la riqualificazione deve avvenire mediante una regia pubblica che faccia proprio il principio della funzione

pubblica della proprietà privata nei contesti di edilizia privata particolarmente problematici e degradati.

IL LAVORO

 CARTA DEL LAVORO BUONO

Vogliamo che l’amministrazione comunale adotti uno strumento concreto, di concerto con le parti sindacali, per agevolare le aziende che, oltre a non presentare pendenze penali e situazioni di illegalità, garantiscano lavoro stabile, adeguatamente retribuito, in linea con la contrattazione nazionale e la legislazione sulla sicurezza sul lavoro.

 ASSUNZIONI E INTERNALIZZAZIONI

Il Comune di Milano è il datore di lavoro di circa 15mila dipendenti pubblici e quindi può direttamente cominciare a fare la sua parte stabilizzando tutti i lavoratori e invertendo la tendenza alle esternalizzazioni, che hanno deteriorato le condizioni di lavoro e i servizi alla cittadinanza.

 USO DEGLI SPAZI E LAVORO DA REMOTO

Il Comune può promuovere in modo diretto, con bandi e protocolli con le aziende, il riuso dei locali che non hanno i requisiti di abitabilità, rimasti inutilizzati o vuoti, ristrutturandoli e attrezzandoli come spazi di coworking, lavoro da remoto e lavoro agile e come strutture di ricovero e manutenzione, affiancati da alcuni servizi base di cui molti lavoratori non dispongono o non si possono permettere (lavoratori autonomi, dipendenti, giovani, riders, start up ecc.).

 IL LAVORO BUONO È PARTE DELLA TRANSIZIONE AMBIENTALE

Il Comune può farsi promotore della creazione di nuova occupazione tramite assunzioni, anche dirette, nel settore dell’innovazione per la transizione ambientale attraverso la creazione di poli dedicati alla conversione ecologica della piccola e media impresa.

L’AMBIENTE

 MILANO CITTÀ SANA E VICINA – LE SUPERISOLE

Il miglioramento della salute e della qualità della vita dei cittadini deve essere un obiettivo prioritario della prossima Amministrazione.

MU chiede quindi la realizzazione di “Superisole”: non semplici isole pedonali, ma piacevoli luoghi di vita sociale. Ampi spazi distribuiti nel tessuto urbano nei quali vengono incentivate la mobilità dolce, il verde e la socialità, per il miglioramento dell’aria, la riappropriazione degli spazi pubblici da parte degli abitanti e la promozione di forme di ascolto e partecipazione. Superisole che diventano i fulcri della città a 15 minuti.

 MOBILITÀ E VERDE

MU ritiene indispensabile ridurre significativamente il numero di veicoli privati circolanti in città per innescare il circuito virtuoso di diminuzione delle

auto, diminuzione dell’inquinamento e aumento della velocità commerciale dei mezzi pubblici.

Si devono introdurre forme dissuasive, tra cui la modifica dal 2022 delle regole di accesso ad Area B, e contemporaneamente aumentare la rete e la frequenza del servizio pubblico in periferia e nell’hinterland.

MU chiede di uscire dall’attuale politica di cementificazione, di inserire nel PGT il principio di zero consumo di suolo, di salvaguardare e valorizzare il verde esistente e di procedere sistematicamente, ovunque sia possibile, a una depavimentazione con ritorno a verde permeabile.

 RICONVERSIONE ENERGETICA

MU chiede che la prossima Amministrazione comunale assuma l’obiettivo, ambizioso ma necessario, di rendere Milano energeticamente neutra. Occorre un piano di uscita dalle fonti fossili, con scadenze che anticipino quelle attualmente previste, promuovendo l’uso sistematico di energie rinnovabili, a partire dai pannelli fotovoltaici e dalle pompe di calore. MU propone lo stop alla circolazione in città dei mezzi a motore a combustione, da realizzare gradualmente da qui al 2035, e lo stop dal 2025 all’installazione di caldaie a gas negli edifici nuovi o di totale ristrutturazione.

A partire dalle scuole, si deve procedere all’efficientamento energetico di tutti gli edifici comunali in cui sia tecnicamente e architettonicamente possibile, con un piano capace di autofinanziarsi con i fondi nazionali ed europei e con i risparmi previsti nei consumi.

 RICONVERSIONE ENERGETICA – POLITICA D’INDIRIZZO

MU chiede poi alla prossima Amministrazione di esercitare una più forte azione di indirizzo della politica energetica in tutte le aziende di proprietà o a partecipazione comunale. ATM, MM, A2A devono investire in misura maggiore nella realizzazione di nuovi impianti di produzione e accumulo di energia da fonti rinnovabili, e progressivamente abbandonare gli impianti a gas o a turbogas. In particolare, MU propone che in alternativa al progetto, inefficiente e non in linea con la decarbonizzazione, di portare in città il teleriscaldamento dalla centrale di Cassano d’Adda, si sviluppi un’iniziativa pilota per rendere energicamente neutri gli stessi edifici interessati dall’intervento di teleriscaldamento.

LA SCUOLA

 CONTRASTO ALLA POVERTÀ ECONOMICA, EDUCATIVA E DIGITALE

La Scuola rappresenta il primo terreno dove rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini e impediscono il pieno sviluppo della persona umana. In discontinuità con le passate Amministrazioni la nuova Amministrazione deve dare avvio a un nuovo welfare che sia di contrasto alle nuove povertà.

La povertà educativa, strettamente legata alla povertà economica, colpisce tutte le dimensioni di vita di un bambino, dalla salute all’educazione, condiziona il suo presente e pregiudica il suo sviluppo futuro. La nuova Amministrazione dovrà mettere l’educazione al centro della sua politica e

assumere un ruolo determinante nella lotta alla povertà minorile, alla dispersione e all’abbandono scolastico, attraverso il potenziamento e il rinnovamento delle sue scuole e dei suoi servizi educativo-formativi, ricreativi, culturali e sportivi aumentando il più possibile il numero delle gratuità dei servizi comunali in particolare degli asili nido e delle mense scolastiche.

Per il recupero e il sostegno degli studenti in difficoltà il Comune dovrà farsi promotore, di concerto con l’Ufficio scolastico territoriale e la Regione, del potenziamento e della messa in atto di una vera e propria strategia di intervento, attraverso lo stanziamento di consistenti risorse che garantiscano interventi nelle scuole durante tutto l’anno scolastico, in particolare negli Istituti Tecnici e Professionali dove maggiore è il tasso di dispersione e abbandono.

 ACCOGLIENZA E INTEGRAZIONE DEI MINORI FIGLI DI MIGRANTI

Occorre garantire che tutti i bambini e gli adolescenti figli di migranti siano accolti e integrati nella scuola di appartenenza territoriale in base all’età anagrafica, con particolare attenzione ai minori stranieri non accompagnati. Milano si renda promotrice di un’iniziativa dal forte valore simbolico conferendo la cittadinanza onoraria a tutti i minori nati in Italia da genitori stranieri.

 MILANO CITTÀ EDUCANTE

La Giunta e i vari assessorati devono promuovere la realizzazione dei Patti educativi territoriali affinché scuola e realtà extrascolastiche diano vita in città e nei quartieri a una rete interconnessa, coinvolgendo attivamente insegnanti, studenti, dirigenti, genitori, istituzioni decentrate, associazioni, organizzazioni sindacali e studentesche, servizi sanitari e psicopedagogici.

 PROMOZIONE DELLA SALUTE

La prossima Amministrazione deve promuovere una politica attiva per garantire la salute, intesa non come assenza di malattia, ma come benessere mentale, emotivo e fisico, dell’intera comunità scolastica (bambine/i e ragazze/i, e tutti gli adulti che lavorano nella scuola) prevedendo l’apertura di Presidi Psicopedagogici e Sanitari Territoriali in ogni zona con referenti nelle scuole.

 RICONVERSIONE ECOLOGICA

L’efficientamento energetico e l’installazione di impianti fotovoltaici devono coinvolgere prioritariamente le scuole. Questa iniziativa deve essere l’occasione per favorire percorsi di educazione ambientale e laboratori, indirizzati a studenti e docenti, sui temi della riconversione energetica e del riscaldamento globale.

DIRITTO ALLA CITTÀ, CITTÀ DEI DIRITTI

Una città che cambia, che vive, che si ripensa alla luce della pandemia è soprattutto una città che si prende cura delle e dei propriə cittadinə, ma anche che si “fa curare”. È una città che fa tesoro delle conoscenze, delle competenze, delle disponibilità e delle passioni che la attraversano e che sa valorizzare questo immenso patrimonio indirizzandolo verso il contrasto alle diseguaglianze e la tutela dei diritti.

Esistono gruppi sociali resi maggiormente fragili da condizioni materiali e immateriali che negli anni più recenti si sono deteriorate. Nessuno di questi gruppi, donne,

giovani, persone immigrate, è nettamente separabile l’uno dall’altro, le discriminazioni sono multiple e attraversano lo status giuridico, la provenienza, la condizione socioeconomica e psicofisica, l’orientamento sessuale e la fede religiosa, oltre che il genere. La povertà crescente rende difficilmente esigibili per alcuni anche i diritti fondamentali e l’assenza di una pronta risposta alimenta lo stigma, il pregiudizio, l’esclusione, l’isolamento, il disagio e il conflitto sociale, dentro le mura domestiche e fuori nello spazio pubblico.

Il riconoscimento del valore sociale delle esperienze che la città produce va ricompreso all’interno dei processi di partecipazione attiva per la gestione dei beni comuni, siano essi privati che pubblici.

Politiche di bilancio dedicate, piena attuazione del decentramento amministrativo e processi di partecipazione attiva possono e devono promuovere interventi concreti per il contrasto alle diseguaglianze.

L’amministrazione nuova della città deve educarsi per poter essere a disposizione di chi la abita e chi la vive.

 Potenziamento di una rete di consultori, centri antiviolenza e case di accoglienza per vittime di violenza, sia fisica che psicologica, e promozione dell’educazione alla salute sessuale, riproduttiva e sentimentale, attraverso la collaborazione tra scuola e consultori nei rispettivi quartieri, per il contrasto alla violenza di genere e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. La prossimità al cittadino può essere promossa anche con centri mobili multiservizio.

 Adesione e promozione di progetti di accoglienza diffusa (SAI, ex SPRAR) e realizzazione di una rifugi temporanei, per una progressiva e concordata dismissione dei CAS prefettizi e la chiusura del CPR di via Corelli.

 Realizzazione di un piano di educazione alle differenze rivolto alla cittadinanza, da promuovere attraverso le scuole e gli spazi di aggregazione comunali. L’amministrazione comunale, in particolare, deve prevedere la formazione dei propri dipendenti, promuovendo politiche di diversity and inclusion management.

 Per valorizzare il protagonismo sociale di cittadine e cittadini, la futura amministrazione dovrà provvedere alla creazione di una rete di sportelli e spazi dedicati ai processi partecipativi, tra cui la gestione partecipata dei beni comuni e la co-progettazione degli interventi sociali, la raccolta dei bisogni e la mappatura dei servizi disponibili.

 Una particolare attenzione va posta alla fascia giovanile dell’adolescenza, che fatica a trovare spazi e luoghi di valorizzazione delle proprie aspirazioni di emancipazione e di autonomia. In questo senso i Municipi, in collaborazione con i Servizi sociali, il Terzo settore e il mondo della scuola e formazione, devono assumere un ruolo di regia sia nell’intercettazione delle criticità sia nella proposizione di strumenti che favoriscano l’autoorganizzazione positiva. La creazione di un Tavolo Giovani in ogni Municipio può essere un primo passo in questa direzione.

 Per accompagnare i processi di inserimento sociale e di partecipazione attiva della componente straniera, chiediamo l’istituzione di mediatori culturali

civici di quartiere e creazione di una relativa Consulta cittadina, che abbia ospiti permanenti nel consiglio comunale e nei consigli dei nove Municipi.

LA MILANO A 15 MINUTI INCLUSIVA PER TUTTI

Quando si parla di servizi per la salute e assistenza al cittadino spesso ci si limita a focalizzarsi su una visione di accesso per soggetti cosiddetti “normotipo”.

Attualmente la pubblica amministrazione, pur offrendo dei servizi a sostegno delle persone con disabilità e delle famiglie di appartenenza, o affidandosi alla presenza sul territorio di associazioni che si fanno carico dei soggetti non autosufficienti, lascia molte famiglie a fronteggiare in solitudine le difficoltà.

 Non si può pensare di far gravare sull’economia delle famiglie il costo di accesso agli interventi privati nei casi in cui ci sia una realtà di non autosufficienza: occorre gratuità di accesso a cure e terapie più adeguate ad affrontarla.

 La Milano a 15 minuti vuole proporre strumenti di inclusione e socialità a qualunque età, a misura di persone con disabilità e anziani:

1. continuando il percorso intrapreso di contrasto alle barriere architettoniche;

2. implementando la rete di servizi efficaci dedicati alla cura e alla socializzazione;

3. garantendo supporto a famiglie, infanzia, adolescenza e anziani.

DECENTRAMENTO: MUNICIPI E CITTÀ METROPOLITANA

Il ruolo dei Municipi e della Città Metropolitana è oggi ancora più importante nell’ambito delle politiche relative alla salute, ai trasporti, all’ambiente, all’educazione e formazione.

È inutile nasconderselo, sarebbe non solo poco corretto ma soprattutto controproducente, non partire dall’esperienza insoddisfacente dei Municipi degli ultimi 5 anni.

Quella che avrebbe dovuto essere l’istituzione più prossima ai cittadini/e si è trovata imprigionata in una dinamica che ne ha parzialmente svuotato il senso e ne ha sfavorita la partecipazione. Va rimessa mano al Regolamento dei Municipi, non solo per quanto riguarda competenze risorse, che certamente sono largamente insufficienti, ma per farli tornare a essere luoghi di partecipazione e decisione collettiva, proprio nella visione della città a 15 minuti.

 Il Consiglio è l’espressione del voto dei cittadini e in questo senso va rivalutato il ruolo dell’assemblea consigliare e delle commissioni, che devono tornare a essere un punto di incontro e un’occasione di confronto con la cittadinanza, rivedendo il ruolo della “mini giunta”.

 Deve cambiare in modo radicale la relazione tra Amministrazione centrale (Sindaco, Giunta e Assessori) e Municipi ora solo parzialmente “garantita” dalla Conferenza dei Presidenti che si è dimostrato strumento insufficiente e inefficace.

 Per la piena attuazione e il reale funzionamento della Città Metropolitana, il prossimo Sindaco metropolitano dovrà promuovere una sostanziale revisione della legge 56/2014 che, se ha avuto il merito di istituire le Città Metropolitane, ne ha contemporaneamente svuotato il ruolo, la rappresentatività e l’efficienza.

CULTURA E SPETTACOLO

La cultura è elemento indispensabile per lo sviluppo delle società, della coscienza civica, politica e democratica della persona e va considerata un bene comune e, per questo, deve essere accessibile a tutti come importante strumento di emancipazione.

Il termine “cultura” comprende molte attività e soprattutto molti patrimoni, da quelli immateriali/intellettuali/creativi (tutte le diversissime e variegate espressioni artistiche) a quelli materiali (musei, biblioteche, archivi, monumenti, siti ecc.).

Premettendo che il comparto della produzione culturale soffre generalmente di una scarsa attenzione istituzionale e, di conseguenza, non vengono riconosciute le sue potenzialità di generare lavoro e nuove economie che potrebbero contribuire in modo significativo al sistema-Paese, è necessario porre proprio la Cultura al centro del “Sistema Milano”. Pensiamo a Milano come laboratorio culturale, crocevia delle nuove proposte e città che valorizzi appieno il patrimonio già consolidato e quanto si sta configurando.

 È necessario che accanto alle grandi collaudate occasioni (*week, *city), che si sono rivelate utili per una fruizione vasta, attirando un largo pubblico altrimenti lontano da eventi culturali, vi sia anche un consolidamento degli eventi culturali sui territori.

 È necessario costruire una visione complessiva culturale, agendo in rapporto con i territori, per incidere proficuamente dove le diseguaglianze sociali ed economiche necessitano di attenzione e cura.

 È necessario che l’amministrazione comunale solleciti il governo a favorire nel comparto culturale assunzioni stabili e protette dagli ammortizzatori sociali per evitare la grave crisi economica soprattutto del mondo dello spettacolo danneggiato dal periodo pandemico.

 È necessario che la Pubblica Amministrazione sia regista di un progetto integrato interdisciplinare orientato alla creazione di nuove comunità artistiche, agevolandone la fruizione da parte di tutti i cittadini.

 È necessario che l’Amministrazione si faccia parte attiva assumendo l’esigenza prioritaria del comparto: creare le condizioni per consentire agli artisti di esprimersi e di lavorare.

 La richiesta di spazi è fondamentale, così come la facilitazione dei tortuosi percorsi burocratici e normativi che spesso sono ostacolo per la realizzazione di proposte culturali innovative.

 È necessario che l’Amministrazione crei, in collaborazione con gli istituti bancari della città, un Fondo di garanzia per l’accesso al credito di istituzioni e associazioni culturali.

MUNICIPALIZZATE PER IL WELFARE

Milano Unita rivendica il ruolo delle Municipalizzate non solo come strumenti di erogazione di servizi e di produzione di reddito, ma anche di garanzia di un sistema di Welfare municipale diffuso, capillare e inclusivo.

Ricordiamo qui un pensiero trasversale e condiviso tra i diversi capitoli del programma, elaborati in forma partecipata.

 Il Comune di Milano può, in quanto tra i principali “datori di lavoro” della città, promuovere il lavoro buono nei servizi che eroga e nelle politiche di indirizzo per le aziende cui appalta i servizi. Dove è possibile avviare una politica in controtendenza con il processo decennale di privatizzazioni, l’amministrazione pubblica può riprendere in mano alcuni servizi, nei settori dell’educazione, della formazione e dell’assistenza a categorie fragili della popolazione.

 Il Comune di Milano quale azionista di A2A deve indirizzare politiche di riconversione energetica per abbandonare il fossile e orientarsi alla produzione di energia pulita da fonti rinnovabili per servire l’area metropolitana milanese.

 ATM quale azienda municipale pubblica, che da anni opera in direzione del contenimento della tariffa del trasporto pubblico locale, deve insistere in questo indirizzo, anche attivando un sistema di prezzi differenziato che favorisca l’abbandono del mezzo privato da parte di chi accede dalle cerchie esterne a Milano, rafforzando i collegamenti tra quartieri limitrofi e potenziando le frequenze anche notturne.

 Milano Sport, quale fornitrice di attività sportiva pubblica, deve rafforzare la sua offerta per garantire a tutti il benessere della persona e le attività di integrazione sociale sul territorio.