Effettivamente avendo fatto 5 anni di consigliatura 2011-2016 in
zona 5 nella coalizione di maggioranza e non riuscendo ad entrare
nel nuovo municipio,avevo pensato che avevo già dato abbastanza
alla politica istituzionale e potevo ritornare a quel movimento
culturale-sociale da cui provengo . Mi sono impegnato nel mondo
dell’arci a promuovere cultura,nel mondo dell’associanismo in
zona Corvetto. E allora perchè ricandidarsi?
Beh vedere i due munipici in cui vivo frequentemente governati
dal centrodestra, portando indietro di anni quello che si era
riuscito a fare con il movimento arancione,mi è sembrato ingiusto
per tutto quel movimento e per tutte e tutti che hanno subito le
scelte culturali di una vecchia destra e l’idea che questo possa
succedere per Milano ,mi ha convinto a rimettermi in pista
nonostante gli anta..
Noi che abbiamo superato gli anta siamo fatti così…non molliamo
la nostra grinta è sempre forte.
Poi, soprattutto, negli ultimi mesi assieme a tante belle persone
(compagne e compagni vecchi e nuovi) ho partecipato a un
percorso non semplice ma estremamente positivo che ha portato
alla formazione della lista Milano Unita a partire dal manifesto
fondativo in cui mi ci ritrovo completamente. La voglia e la
necessità di contribuire attivamente al processo di trasformazione
di Milano e a quel cambio di paradigma che anche la pandemia,
dopo le grandi crisi economiche degli ultimi anni, ci impone
nell’amministrazione di una città che deve diventare finalmente
socialmente e ambientalmente sostenibile.
È per questo che è necessaria quella discontinuità che anche il
sindaco Sala ha sottolineato. Ed è su questo terreno che Milano
Unita ha lavorato in questi mesi e lancia la propria sfida, cercando
il contributo delle realtà sociali che animano i quartieri della città,
delle forze associative e sindacali, del volontariato mutualistico,
del mondo ambientalista.
In questa direzione hanno lavorato i diversi Tavoli di lavoro che
hanno contribuito alla formulazione di proposte concrete dalla
sanità al welfare, dal lavoro buono al diritto alla casa,
dall’emergenza climatica alla sostenibilità ambientale, dalla
partecipazione all’inclusione di tutte e tutti. E tutto questo lo
riproponiamo nel nostro Municipio con le sue specificità.
Insomma io continuo a sognare una città antifascista,
ambientalista, solidale, partecipata, antirazzista, laica, inclusiva e
femminista, più giusta e sostenibile. La mia proposta è che il
nostro Municipio si prenda cura dei propri cittadini e cittadine ma
che a sua volta si fa curare, fa tesoro delle conoscenze, delle
competenze, delle disponibilità e delle passioni che lo attraversano
e che sa valorizzare questo immenso patrimonio indirizzandolo
verso il contrasto alle diseguaglianze e la tutela dei diritti.
È per questi buoni motivi che ho deciso che ne valesse la pena,
che era il caso di rimetterci la faccia, che non potevo tirarmi
indietro insieme alle tante e ai tanti con cui ho attraversato nei
luoghi e nei tempi la nostra città.
Per questo che sarò candidato in Municipio 5