Mi chiamo Elena Castellani, sono nata e abito a Milano, la città che amo di più al mondo.
Account manager di mestiere, la politica per passione.
Mi spendo da anni contro ogni tipo di discriminazione. Il contrasto all’odio, alla violenza e all’omobilesbotransfobia, la sensibilizzazione sui temi della diversità e della tolleranza, la battaglia delle donne per ottenere la parità sociale.
E l’approvazione del DDL Zan come mantra di questi ultimi mesi.
Ho in tasca le tessere che mi rendono appartenenza. Iscritta a Sel fin dalle origini, oggi componente della Assemblea nazionale di Sinistra Italiana, sono anche attivista del movimento I sentinelli di Milano. E poi, iscritta alla CGIL, all’Anpi e ad Assopace Palestina.
Ho aderito con convinzione al progetto di Milano Unita fin dalle origini. E oggi sono orgogliosa di potervi raccontare cosa vorrei per la mia città:
Vorrei una città più verde che abbia a cuore l’ambiente e la transizione ecologica, che dismetta il consumo di suolo e che rafforzi l’efficienza dei mezzi pubblici in periferia e aumenti le piste ciclabili.
Vorrei che si istituissero nei quartieri quelle che noi di Milano Unita abbiamo chiamato “case della salute” pubbliche, affinché i cittadini abbiano facilmente accesso ai servizi e possano usufruire gratuitamente delle cure primarie.
Vorrei che a Milano ci fosse un tetto degli affitti per non costringere le persone ad andare a vivere in estrema periferia o addirittura nei paesi vicini.
Vorrei una città che si pregi di essere promotrice del “lavoro buono” e che quindi consenta alle persone di lavorare senza essere sfruttate.
Vorrei che a Milano nessuno possa più permettersi di picchiare due ragazzi omosessuali per il solo fatto di esistere.
Vorrei che Milano mettesse al centro le donne, che sono state le vittime privilegiate di questo periodo di pandemia.
Vorrei lavorare per la creazione di centri antiviolenza pubblici per la tutela delle persone maltrattate.
Vorrei una città che senta l’importanza di combattere le diseguaglianze, le ingiustizie, la povertà , la precarietà.
Vorrei una città accogliente proprio per tutte e tutti.
Vorrei che i diritti sociali viaggiassero sempre insieme a quelli civili.
Io ci credo. Se ci credete anche voi, seguiteci! Potremo lavorare assieme alla prossima Amministrazione per far sì che i nostri sogni si avverino.