Il Comune di Milano eserciti il controllo pubblico su A2A per indirizzare gli investimenti economici della società su fonti energetiche rinnovabili.
Molti i progetti di A2A, diverse le ombre e le proposte che occorre ripensare se la governance di Milano vuole essere esempio che guida la transizione ecologica.

Tra le ombre, il piano di A2A per convertire la propria centrale termoelettrica a carbone di Costa Morena (Brindisi), le cui macchine sono ferme dal 2012, in una centrale elettrica a turbogas.
Si tratta di un investimento economico in fonti fossili che allontana dagli obiettivi di contenimento delle emissioni di CO2 necessari per limitare l’innalzamento della temperatura globale a 1,5°C sopra i livelli pre-industriali.
Chiediamo agli azionisti pubblici di verificare il dettaglio del piano industriale di A2A nonché l’operato della nostra multiutility a Brindisi, indirizzando semmai gli investimenti economici della società nella conversione della centrale in sito di accumulo energetico, secondo le tecnologie che i tecnici riterranno più adeguate per quel sito.

Infatti la transizione alle rinnovabili, la cui disponibilità non è costante, richiede di introdurre stabilità nella rete elettrica mediante nuovi investimenti per accumulare l’energia prodotta in eccesso (grazie a batterie, idrogeno verde, in forma termica, etc), rilasciandola prontamente nei momenti di maggiore bisogno.
Tale attività risulta peraltro remunerata dalla borsa elettrica, che era stata istituita con la liberalizzazione del settore, e garantisce, insieme ad investimenti nella produzione da fonti rinnovabili, maggiore tutela nel tempo dei posti di lavoro degli operatori della centrale, rispetto a discutibili nuovi ed ulteriori investimenti in fonti fossili, il cui futuro è scritto: vanno abbandonate quanto prima.

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